Nei Silenzi

Un journal du matin suffira toujours à me donner des nouvelles :
X..., 26 décembre. L'opérateur chargé de la station de télégraphie sans fil située à l'Ile du Sable a capté un fragment de message qui aurait été lancé dimanche soir à telle heure par le ... Le message disait notament : Il y a quelque chose qui ne va pas mais il n'indiquait pas la position de l'avion à ce moment, et, par suite de très mauvaises conditions atmosphériques et des interférences qui se produisaient, l'opérateur n'a pu comprendre aucune autre phrase, ni entrer de nouveau en communication. Le message était transmis sur une longueur d'onde de 625 mètres; d'autre part, étant donné la force de réception, l'opérateur a cru pouvoir localiser l'avion dans un rayon de 80 kilomètres autour de l'Ile du Sable.
La beauté sera CONVULSIVE ou ne sera pas. André Breton

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Negramaro

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Song to say goodbye


Ma che tipo di complimenti c'è da fare quando il consulato ti manda dopo praticamente 3 mesi di attesa il portafoglio che un vero e proprio figlio di puttana t'ha rubato. E che sto meraviglioso portafoglio di plastica non conteneva ne soldi ne niente di importante nel senso economico, ma soltanto dei ricordi che non potranno mai più essere vivi. Come una lettera di 4 anni fa, come un numero di cellulare lasciato su un fazzoletto l'estate scorsa da uno che si diceva 007, oppure due paroline sulla tessera di un bar mal conosciuto di roma? Come cazzo sti torinesi di merda (che non lo sono tutti, non è quello che intendo eh, parlo solo dei stronzi di merda di ladri) non hanno preso proprio niente nel portafoglio (perché non c'era MAI niente dentro...)ma mi hanno buttato via ste tre cose più importante per me del denaro...
Mi fanno schiffo.

Cigarette Smoke



E cosi oggi inauguro questo regalo fatto dal fratellino. Un quaderno tutt'azzuro come mi piace, tipo bamibna. E questo non mi va; ma basta per scrivere. Scrivere cosa? Cosa mi viene in mente. Una mente turbata, stanca, genuina, pigra. A me piace scrivere. Tanto. Anche se a volte sono impressionatissima dalla scrittura di qualcuno. Mi sent'uno po inferiora. Comunque scrivere non è una competizione, almeno mi sa di non essere cosi. E bello scrivere per le proprie ragioni. Cos'è un criminologo? Parlami francese, dai. Seduta qua al tavolo di camera mia fingo di esser felice. La felicità non c'è più. Si è persa durante l'estate scorso fra sole e lacrime ed ora non la trovo più. Percio leggere quella degli altri mi da un po del suo gusto sulla lingua. Conosci i Noir Désir? Quella stessa che ti accarezzava le labbre dolcissime, con cura senza ne effetti ne dimenticarne un centimetro quadrato. Niente selvatichezza, tutta dolcezza. Colle tue mani che correvano e si perdevano a volte non si sa dove. Gli occhi bagnati nell'anima mentre fuori tutto scorre. Placido, tuona il temporale. Si puo sentire sulla finestra della grande camera tua i rami degli alberi che incontrando il freddo vetro sussurano candidi ed innocenti parole che presto si perdono. Sono belle le canzoni che ascolti. Mentre al interno tutt'è calma, tranquillità pero diffidenza per questa prima serata insieme. E quel attimo si trasforma in fugore animale. Ora siamo in due, solo i legeri lenzuoli ci separano e fra un po sarano per terra coi vestiti che già lo sono. Una maglietta Lupin III che mi hai prestata tu per dormire perché ancora sei un bambino nonostante il tuo lavoro che ancora non conosco e la tua età che già so, dei pantaloni, una cintura ed un'altra maglietta. Dire che le ragazze che vanno a letto la prima sera sono facili non è vero. Anche loro hanno bisogni bestiali, besoins de chair, almeno per quanto mi riguarda. Pure a me piaciono i Depeche Mode...Mi hai vampirizzata. Ed è cosi che va via il tempo.

Quotidiana




che ne so io?Ragazzi, mi sto imparando a memoria una bella serie di parolaccie grazie al bel giornalino. Perché non è possibile figurarsi che sto tipo di cose possa venire insegnato a scuola. Quindi, ho scelto di farlo da me, anche se sarebbe meglio farlo di la...
Vabbé, un paio di cosine nuove : non diro' più cretino - anche se è la mia parola italiana preferita - ma bodio; poi conoscevo scopare che mi faceva ridere, ma spedire no, non è proprio bello per me, si fa tipo di una lettera. Comunque a volte sarebbe completamente addatto. Poi c'è sportiva, questa è bella, e di sicuro mi servirà.

Sempre nel mio desiderio di novità, ho scoperto una bella cosina. Piuttosto un blog carino, scritto da un ragazzo carino pure lui (e lo sa). Dice di essere un animale, ma non lo sembra. Ma sapiamo tutti che non basta fermarsi alle apparenze.... Il link non lo metto. Lo voglio tenere un po segreto, un po per me...


Vieni a vedere quanto mi conosci...

Buon Viaggio



Di tutti i poeti e i pazzi
che abbiamo incontrato per strada
ho tenuto una faccia o un nome
una lacrima o qualche risata
abbiamo bevuto a Galway
fatto tardi nei bar di Lisbona
riscoperto le storie d'Italia
sulle note di qualche canzone.

Abbiamo girato insieme
e ascoltato le voci dei matti
incontrato la gente più strana
e imbarcato compagni di viaggio
qualcuno è rimasto
qualcuno è andato e non s'è più sentito
un giorno anche tu hai deciso
un abbraccio e poi sei partito.

Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.

Di tutti i paesi e le piazze
dove abbiamo fermato il furgone
abbiamo perso un minuto ad ascoltare
un partigiano o qualche ubriacone
le strane storie dei vecchi al bar
e dei bambini col tè del deserto
sono state lezioni di vita
che ho imparato e ancora conservo.

Buon viaggio...

Non sto piangendo sui tempi andati
o sul passato e le solite storie
perché è stupido fare casino
su un ricordo o su qualche canzone
non voltarti ti prego
nessun rimpianto per quello che è stato
che le stelle ti guidino sempre
e la strada ti porti lontano

Buon viaggio...

La fine...

Si passa che Lei sta morendo...
Invece io, domani vado a Roma per una settimana.
E la città mi fa pensare a questo...

31 Luglio (...) 19 Dicembre

Non so come mai. Non so perché mi toca pensarci cosi forte a volte. Ripenso ai nostri giorni felici a Roma. Anche se oggi sto bene nelle Alpi. Mi sa che mi manca una cosa essenziale. Una cosa che mi stringe il cuore. Non so di che cosa si tratta. Mi sento vuota. Via questi pensieri....

Per favore, mese di dicembre, arriva presto. Finché respiro...

No..

No, non è finita qui. E solo che ho poco tempo. Adesso sono le ferie, e sono dai miei. E non c'e la faccio, perché mi manca quello che mi sta facendo dimenticare l'altro. Che ho incontrato in montagna.
Grazie tesoro.
Anche se c'è quel libro che mi son comprato e che mi fa pensare a lui...

A presto...

A tutto si fa l'abitudine

A me piace un sacco sentire il temporale. Sopratutto quando fa un casino terribile. Come sta sera. Che cade come una sentenza.

La terribile sentenza. Ancora non so qual'è. Ed ho fretta di scoprirla. Almeno sapro' perché fa male. Non ne ho la più piccola idea. Almeno per il momento.

Mi manca l'italiano. Menomale che ci sia la Rai qui in Francia... Che schifezza... Sto guardando la Rai... Non picchiarmi, per favore... E si parla di Napoli. Non mi piace per niente sta città. E' non so neanche perché.

Dai dai! Forza, presto sarà capodanno.

E' un dio della chitarra Alex Britti.

Nonostante ci pneso l'intera giornata...ma devo ancora sognarne la notte. Ma non sono i sogni del principe azzurro...no! Sono incubi. Incubi che confermono quello che penso. Mi rivedo davanti alla porta di casa sua, cercando il giusto citofono...Cazzo.

Piazza Cairoli

Non è che mi fa schiffo pensare a quel giorno. Mi ricordo dei nostri due corpi, sul mio pareo. Si si pareo, si dice cosi in francese. Sono stanca, voglio dormire. [...] Ma vuoi dormire da vero. Finalmente ti faccio stare zitto.



Boh...

Non so più cosa pensare.
Mi manca Roma, mi manca la mia vita qua. Un sacco. Vorrei esserci. Pero, ogni giorno mi sembra sempre più lontana. Mi sa' di essere fuori di testa. Un po quando come sei ubriaco e che ti gira la testa. Non so più cosa guardare, cosa fare...

Ho visto, per la prima volta da quando sono tornata, "L'appartamento Spagnolo"..Ma tutto è vero! Quando lo guardi e che ancora non hai vissuto 'sta vita non puoi capire realmente, non puoi realizzare tutto quello che succede in cosi poco tempo. Certo, non ci sono rimasta un anno. Ma tre mesi sono già un bel po'.
Poi, a un certo punto Xavier dice "sta città e le sue vie saranno mie. Anche se oggi i loro nomi fanno ridere. ci saro' passato una, due, dieci, cento volte..." Dio, com'è vero. La prima volta che le prendi sei attento a non perderti, poi ti sembrano cosi famigliare, quando uno di chiede una cosa è facilissimo aiutarlo... Ti dici, ma sono a casa, sono da me. Sto tornando a casa MIA. Vivo QUI.
Quando mi rivedo caminare per strada, mi vengono le lacrime a pensare che adesso e per sempre questa città è un po mia.

I miei ragazzi

E' strano come qualche piccole cose possono essere cosi dolorose. Come trovare per caso in rete delle foto. Delle foto che ti ricordono di momenti. Momenti dimenticati.

Mi ricordo del mio primo giorno romano.
Appena arrivata alla stazione Trastevere, vedo quel palazzo. Casa mia. E mi piace. Mi piace subito. Anche se non conosco ancora i tre ragazzi con chi devo condividere la casa. Salgo. E vedo quel primo tizio, lo spagnolo. Insieme alla sua ragazza. Poi quel ragazzo ollandese. E l'amico suo. Sembrano simpatici. Ho paura. Un po. Il terzo ragazzo, l'italiano ancora non è qua. La mia camera mi piace da morire. Somaria, ma mi sembra subito come se fosse stata costruita per me. Anche l'appartamento è stupendo.

Due mesi dopo dobbiamo lasciare la casa.
Mi alzo di mattina. Presto. Devo andare a lavoro. Faccio un po di pulizie. Esco della stanza. E guardo giù, nel salone. C'è Giuliano. E un amico suo. Un momento commovente. Stano dormendo e io me ne vado, cosi. Senza neanche salutare. Lascio un biglietto per loro. E mentre scendo, ripenso a quei mesi insieme a loro. I miei fratelli, i miei padri. Sono stati cosi per me. Quando non sono tornata a casa la prima volta mi hanno chiamata. Mi facevano tanto ridere. Una lacrima che cade sulle scale.

Rivedo PP uscire del bagno con l'asciugamano ed i capelli bagnati o col naso rotto, Giuliano davanti al riscaldacqua con a sigaretta e la birra oppure dormendo sul divano; e Luis mentre studiava nel salone o guardava le gare di moto alla tivù.

Ho avuto dei momenti indimenticabili con questi tre ragazzi...
Con Peter Paul ("èlapastachemidaimuscoli"), è stato magari tre giorni prima di lasciare la casa. Eravamo soli a casa, ci siamo seduti e abbiamo fatto un bilancio dell'anno passato, della nostra coabitazione. Quello che non dimentichero' mai sarà quel attimo, nel salone vuoto. Ci siamo salutati il 13 luglio dopo una foto memorabile, in via della Cuccagna...
Con Luis, è stato un sabato. Ancora da soli a casa. Abbiamo fatto il pranzo, e parlato un po di tutto. Mi dava consigli, provava ad aiutarmi. Mi ricordero' delle nostre battaglie in cucina. Ho lasciato Luis ("nonriescopiùatrovare...") nella sua macchina il 5 luglio, in via dei Salentini.
Una sera mi sono ritrovata a casa soltanto con Giuliano ("nonmisonmangiatolinsalatadiriso"). Era la prima volta. Mi ha cantato un po di canzone, e ha suonato la chitarra. Non dimentichero' un messaggio ricevuto una notte, dopo averlo incontrato per caso al Pantheon, che mi diceva di farmi forza... L'ho visto per l'ultima volta in via della Cuccagna, il 28 luglio.

Finalmente non era il caso di avere paura. Temevo quello che non è mai successo. Temevo di sentirmi sola. Invece non è mai successo, anche quando lo dicevo.

Sono rimasta solo due mesi insieme a loro. Rimpiango non aver potuto conoscergli meglio. Perché sono i migliori. Adesso. Fanno parte di me. Fanno parte della gente più importante che ho incontrato di la.

La cosa più importante è che ho preso un po di loro tre, della sensibilità italiana, del rigore ollandese e dell'onestà spagnola, per crescere. Quello che mi sembrava il più bello.

Mi manca

Mi manca da morire.
Come mai non l'ho capito subito. Quando me ne sono andata la prima volta da casa sua di mattina col suo coinquillino. Che ho mandato quel messaggio al mio amico "mi sa che è qualcuno di intelligente. davvero. notte fantastica. sono felice".
Come mai mi è capitato. Come mai è capitato a me. L'unico ragazzo interessante incontrato da settimane. E', evidentemente, quello che non posso avere.
La ragazza, certo che non l'aveva. Certo che mi diceva la verità quando gli ho chiesto "ma non c'è l'hai già la ragazza?" Ha riso. Col suo sorriso bellissimo.
Poi lo rivedo, quella sera, che mi gardava negli occhi mentre facevamo l'amore. Lo risento dirmi "mi dispiace ma cosi non posso. non voglio vederti piangere."
E quando ha chiuso la porta dietro di me, la mattina. Mi sono fermata sulla scalinata, vicino al parcheggio, dove c'era quella cosa che fa un piccolo rumore ogni volta che passa qualcuno. Quella cosa di lavoro suo.
Ti voglio bene cretino.

Musica

Peccato che qui in Francia non conosciamo i Negramaro...
Innamorata di loro. Ah Giuliano...

Ecco mi qua...

15 giorni dopo il ritorno.
E ci penso sempre. E ci penso sempre di più. E avevo dimenticato il cicolo. Pensavo. Speravo di essere incinta. Sarei stata felicissima, ma che merda sarebbe stato...
A volte quando mi sveglio mi sa di essere a Roma, ed quando mi giro nel letto mi aspetto a trovarlo accanto a me. Come una volta. Invece no. Non c'è nessuno. Non c'è. Nessuno.
Chi avrei pensato che questi tre mesi avrebbero avuto una fine cosi. Mi aspettavo piuttosto a una partenza piena di lacrime, alla moda del 2002. Invece, non. Vuota. Niente lacrime. Ma il cuore mi stringeva cosi tanto. Tanto. Mi stavo strangolando. Da sola.
Non come quella sera... E mi chiedo se te la ricordi. Se ti ricordi di tutto. Proprio come lo faccio io. E mi chiedo se un giorno ti trovero' davanti a casa mia. Se un giorno ci sarà nella cassetta della posta a casa, una lettera tua. Se quando tornero' da te a natale ci sarai. Se sarai tu ad aprirmi la porta. Come questo 18 luglio, alle ore 21. Quando dovevi essere all'estero. Invece eri qui.
Il sorriso e lo sguardo più dolorosi che non ho mai visto.

Ti voglio tanto bene.
Non te l'ho detto. Invece di quel Mi piaci cosi tanto. Hai voluto fermare perché non mi volevi vedere piangere durante quel nostro attimo. Ma no, no, non sto piangendo. Stringimi.
Ti voglio. Ti voglio tanto. Bene. Ti voglio tanto bene.

Piccolo. Piccoli lentiggini sulle tue spalle. Sulle tue guancie. Il naso dritto. Le braccia magre ma muscolosissime. Muscoli nascosti. Come il resto. Questa dolcezza. Dolcezza adorabile. E questo rigore. Una mescolanza magica. Che mi fa ancora sognare. Sognare di queste notte piene di stelle.
Stelle che cadono giù sta sera. Mentre stai non so dove.